Come Giocare Contro Chi Va Sempre All In nel Poker Texas Hold’em

Nel poker Texas Hold’em capita spesso di incontrare giocatori molto aggressivi che spingono tutte le chips al centro del tavolo in continuazione. Questo comportamento è particolarmente comune nei tornei tra amici, nelle partite low stakes, cioè con puntate basse, oppure quando al tavolo ci sono giocatori inesperti che vogliono mettere pressione agli altri.

Per un principiante, affrontare un avversario che va spesso all in può essere molto fastidioso. Ogni mano sembra trasformarsi in una decisione estrema: chiamare rischiando tante chips oppure passare e lasciare il piatto all’avversario.

La prima cosa da capire è che chi va sempre all in non è automaticamente un giocatore forte. Anzi, spesso sta usando una strategia molto rischiosa, basata più sulla paura degli altri che su una vera lettura della mano.

Di solito questi giocatori vanno all in per:

  • mettere pressione agli avversari più prudenti
  • vincere il piatto senza arrivare allo showdown, cioè senza mostrare le carte finali
  • creare confusione al tavolo
  • approfittare della paura dei principianti
  • evitare decisioni difficili dopo il flop

Il punto importante è questo: un giocatore che rischia troppo spesso tutte le sue chips, prima o poi commetterà errori molto costosi. Il tuo obiettivo non deve essere sfidarlo in ogni mano, ma aspettare il momento giusto per punirlo.

Non Farti Trascinare Dalla Rabbia

Uno degli errori più comuni contro un giocatore che va sempre all in è reagire in modo emotivo. Dopo aver visto l’avversario vincere diversi piatti di fila, molti principianti iniziano a pensare: “Adesso lo chiamo, non può avere sempre una mano forte”.

Questo ragionamento può essere pericoloso. È vero che un giocatore troppo aggressivo non avrà sempre una mano forte, ma questo non significa che tu debba chiamarlo con qualsiasi carta.

Nel poker bisogna distinguere tra una buona occasione e una reazione di nervosismo. Chiamare un all in solo perché sei stanco di subire aggressività è quasi sempre un errore.

Contro questi avversari devi fare il contrario di quello che loro vogliono ottenere. Loro vogliono farti perdere lucidità. Tu devi rallentare, osservare e scegliere con attenzione.

La calma è una vera arma. Se riesci a non farti coinvolgere emotivamente, avrai già un vantaggio enorme rispetto agli altri giocatori al tavolo.

Capire Quanto Spesso Va All In

Non tutti gli all in sono uguali. Un conto è un giocatore che va all in una volta ogni tanto, magari perché ha una mano molto forte. Un altro conto è un avversario che lo fa quasi ogni giro, contro giocatori diversi e in situazioni molto varie.

Prima di prendere decisioni importanti, prova a osservare il suo comportamento. Chiediti:

  • va all in solo quando ha poche chips?
  • va all in anche quando ha uno stack grande?
  • lo fa da qualsiasi posizione?
  • lo fa solo contro giocatori timidi?
  • ha mai mostrato mani deboli dopo un all in?

La posizione è il punto del tavolo da cui un giocatore parla durante la mano. Chi agisce per ultimo ha più informazioni, mentre chi parla per primo deve decidere senza sapere cosa faranno gli altri.

Se un avversario va all in da qualsiasi posizione e con mani molto diverse, probabilmente sta giocando in modo troppo largo. Giocare largo significa entrare in molte mani, anche con carte non particolarmente forti.

Se invece va all in raramente e solo in momenti precisi, potrebbe essere un giocatore più attento. In quel caso bisogna rispettare di più la sua azione.

Con Quali Mani Chiamare un Giocatore Troppo Aggressivo

Contro un giocatore che va spesso all in, le mani forti aumentano di valore. Questo non significa che devi chiamare sempre, ma che puoi allargare leggermente il tuo range rispetto a quando affronti un giocatore molto chiuso.

Il range è l’insieme delle mani che pensi un avversario possa avere in una certa situazione. Se un giocatore va all in solo con mani fortissime, il suo range è stretto. Se invece va all in con tante mani diverse, il suo range è largo.

In generale, contro un avversario molto aggressivo, puoi considerare mani come:

  • coppie alte, come AA, KK, QQ e JJ
  • AK, sia suited che offsuit
  • AQ suited, cioè asso e donna dello stesso seme
  • coppie medie, in base allo stack e alla situazione
  • AJ suited contro avversari davvero molto larghi

Le mani suited sono mani dello stesso seme, ad esempio asso di cuori e donna di cuori. Le mani offsuit sono invece di semi diversi.

Attenzione però: non tutte le mani apparentemente belle sono adatte per chiamare un all in. Mani come KJ, QJ, A9 o KT possono sembrare giocabili, ma spesso sono dominate.

Una mano dominata è una mano che parte svantaggiata contro una versione migliore molto probabile. Ad esempio, se chiami con A9 e l’avversario ha AQ, hai un asso anche tu, ma il tuo kicker, cioè la carta di supporto, è molto più debole.

Perché Non Devi Chiamare Solo Perché Hai un Asso

Molti principianti commettono un errore classico: vedono un asso in mano e pensano di poter chiamare qualsiasi all in. In realtà, avere un asso non basta.

Mani come A2, A5, A7 o A8 possono diventare molto pericolose se l’avversario ha un asso con kicker migliore. In quel caso parti spesso in grande svantaggio e rischi di perdere tante chips in una situazione evitabile.

Contro un giocatore che va sempre all in, è vero che a volte il tuo asso debole sarà avanti. Ma il problema è che quando sei indietro, spesso sei molto indietro.

Per questo motivo, prima di chiamare, devi sempre considerare:

  • quanto è grande il tuo stack
  • quanto è grande lo stack dell’avversario
  • quanto spesso l’avversario va all in
  • la tua posizione nel torneo
  • la forza reale della tua mano

Uno stack è la quantità di chips che un giocatore ha davanti. Se hai poche chips, potresti essere costretto a prendere rischi maggiori. Se invece hai uno stack comodo, non devi per forza giocarti tutto con una mano marginale.

Nei Tornei Conta Anche il Momento

Nei tornei di poker, chiamare un all in non dipende solo dalle carte. Dipende anche dal momento del torneo.

Se sei nelle prime fasi, quando i bui sono ancora bassi, non ha molto senso rischiare tutto con una mano media solo per eliminare un giocatore aggressivo. Hai ancora tempo per aspettare situazioni migliori.

Se invece sei short stack, cioè hai poche chips rispetto ai bui, potresti dover accettare più spesso il confronto. In quel caso non puoi aspettare solo assi o re, perché i bui rischiano di consumare il tuo stack.

Il concetto fondamentale è che il valore di una mano cambia in base alla situazione. La stessa mano può essere un fold tranquillo in una fase del torneo e un call corretto in un’altra.

Ad esempio, AQ contro un giocatore molto aggressivo può essere una mano molto forte se hai poche chips o se lui sta spingendo con tantissime mani. Ma può diventare più delicata se siete entrambi molto profondi e rischi l’eliminazione senza motivo.

Quando Conviene Aspettare

Contro chi va sempre all in, aspettare non significa avere paura. Significa scegliere meglio il momento in cui investire le chips.

Molti giocatori aggressivi riescono a vincere tanti piccoli piatti perché gli altri foldano. Questo può dare l’impressione che stiano dominando il tavolo. Ma se continuano a rischiare tutto con mani deboli, prima o poi entreranno in uno scontro sfavorevole.

Il tuo compito è non regalargli chips con mani mediocri. Devi lasciarlo fare quando non hai una mano adatta e colpirlo quando hai una situazione favorevole.

In pratica, puoi aspettare quando:

  • hai una mano facilmente dominata
  • hai ancora molte chips e non devi rischiare
  • ci sono altri giocatori dopo di te che devono ancora parlare
  • il torneo è in una fase delicata
  • non hai informazioni sufficienti sull’avversario

Foldare non è una sconfitta. Nel poker, passare una mano debole è spesso una decisione intelligente.

Quando Puoi Chiamare Più Serenamente

Ci sono però situazioni in cui devi essere pronto a chiamare. Se aspetti sempre e passi anche mani forti, il giocatore aggressivo continuerà a metterti pressione senza pagare conseguenze.

Puoi chiamare più serenamente quando hai una mano solida e hai osservato che l’avversario sta andando all in con un range molto largo.

Ad esempio, se hai visto l’avversario mostrare mani come K8, Q9, A4 o coppie basse dopo un all in, allora sai che non sta aspettando solo mani premium. Le mani premium sono le mani di partenza più forti, come AA, KK, QQ e AK.

In questi casi, mani come AK, AQ o coppie medie possono diventare molto interessanti. Naturalmente bisogna sempre valutare stack, posizione e fase della partita.

La cosa importante è non giocare per paura e non giocare per rabbia. Devi giocare perché la tua mano ha buone possibilità contro il tipo di mani che l’avversario può avere.

Attenzione agli All In dei Giocatori Chiusi

Un errore molto pericoloso è trattare tutti gli all in allo stesso modo. Se un giocatore aggressivo va all in spesso, puoi adattarti. Ma se un giocatore molto chiuso, che ha giocato pochissime mani, improvvisamente manda tutto, la situazione cambia completamente.

Un giocatore chiuso è un giocatore che entra in pochi piatti e tende ad aspettare mani forti. Quando questo tipo di avversario va all in, di solito bisogna dargli più credito.

Per questo è importante osservare sempre il tavolo. Non devi chiederti solo “che carte ho?”, ma anche “chi sta facendo questa azione?”.

La stessa puntata può avere significati diversi in base al giocatore che la fa. Un all in di un avversario impulsivo non vale quanto un all in di un giocatore paziente che non si muove da mezz’ora.

Usare la Posizione a Tuo Vantaggio

La posizione è uno degli aspetti più importanti nel Texas Hold’em. Contro un giocatore che va spesso all in, diventa ancora più importante.

Se devi parlare dopo di lui, hai un vantaggio: puoi vedere prima la sua azione e poi decidere. Se invece devi parlare prima, rischi di entrare nel piatto e subire il suo all in senza sapere come comportarti.

Quando un giocatore aggressivo si trova dopo di te, evita di aprire troppe mani marginali. Potrebbe rilanciare all in e costringerti a passare, facendoti perdere chips inutilmente.

Quando invece sei tu ad agire dopo di lui, puoi controllare meglio la situazione. Se va all in e hai una mano forte, puoi chiamare. Se hai una mano debole, puoi passare senza aver investito chips extra.

In sostanza, contro gli avversari molto aggressivi devi diventare più attento alla posizione e meno disposto a giocare mani fragili fuori posizione.

Non Cercare di Fare l’Eroe

Un altro errore comune è voler “punire” subito il giocatore che va sempre all in. Questo atteggiamento porta spesso a chiamate troppo leggere, fatte più per orgoglio che per strategia.

Nel poker non devi dimostrare di essere coraggioso. Devi prendere decisioni profittevoli. Una decisione profittevole è una scelta che, ripetuta tante volte in situazioni simili, tende a farti guadagnare chips.

Chiamare con una mano debole solo perché pensi che l’avversario stia esagerando non è una buona strategia. Anche se una volta vinci, nel lungo periodo rischi di perdere molto.

La pazienza, in questi casi, è più forte dell’orgoglio. Lascia che sia l’avversario a sbagliare per primo.

Come Cambia la Strategia se Sei Short Stack

Quando hai poche chips, non puoi aspettare all’infinito. Se i bui stanno aumentando e il tuo stack si sta riducendo, devi essere più disponibile a giocarti il colpo con mani buone.

Essere short stack significa avere poche chips rispetto al livello dei bui. Ad esempio, se hai 8 o 10 big blind, cioè 8 o 10 volte il grande buio, non hai più molto spazio per aspettare mani perfette.

Contro un giocatore che va spesso all in, da short stack puoi chiamare con un range un po’ più ampio, soprattutto se hai capito che il suo range è molto largo.

Questo però non significa chiamare a caso. Devi comunque evitare mani troppo deboli o dominate. La differenza è che, con poche chips, mani come coppie medie, assi buoni e broadway forti possono diventare più importanti.

Le broadway sono carte alte come asso, re, donna, jack e dieci. Mani come KQ, AJ o AT possono avere valore in certe situazioni, soprattutto contro avversari che spingono troppo spesso.

Come Cambia la Strategia se Hai Tante Chips

Se hai uno stack grande, non devi sentirti obbligato a chiamare ogni all in. Avere tante chips è un vantaggio, ma va protetto.

Molti principianti con uno stack grande iniziano a chiamare troppo spesso perché pensano di poterselo permettere. In realtà, perdere un grosso colpo inutile può cambiare completamente la tua partita.

Con tante chips puoi permetterti di aspettare mani migliori e scegliere spot più comodi. Uno spot è una situazione di gioco favorevole, in cui hai buone condizioni per prendere una decisione profittevole.

Contro un giocatore troppo aggressivo, avere uno stack grande ti permette di non subire la sua pressione. Puoi foldare mani marginali senza problemi e chiamare quando hai davvero un vantaggio.

La cosa peggiore sarebbe trasformare il tuo vantaggio in una sfida personale. Non devi vincere subito tutte le chips dell’avversario. Devi aspettare il momento in cui sarà lui a metterle male.

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Consiglio Pit Club

Giocare contro chi va sempre all in può sembrare difficile, soprattutto se sei alle prime esperienze nel Texas Hold’em. La pressione è alta, le decisioni sembrano drastiche e ogni mano può creare tensione.

La soluzione però non è chiamare a caso e nemmeno foldare sempre. La soluzione è osservare, mantenere la calma e scegliere mani adatte alla situazione.

Contro un avversario troppo aggressivo devi ricordare tre cose fondamentali: non farti trascinare dalla rabbia, non sopravvalutare mani deboli e aspettare il momento giusto per sfruttare i suoi errori.

Nel poker, chi rischia tutto troppo spesso può sembrare pericoloso nel breve periodo, ma nel lungo periodo tende a pagare caro i propri errori. Se resti lucido, puoi trasformare la sua aggressività in una grande occasione per aumentare il tuo stack.

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