In questa Poker Story racconto una mano reale, giocata a un tavolo pieno da 9 player. Eravamo seduti da circa due ore, stack medi e atmosfera tranquilla. Io ero in cut-off, una posizione privilegiata, e ho assistito a una dinamica che mostra perfettamente un errore molto comune nei giocatori amatoriali: spingere troppo forte un progetto di colore ancora incompleto.
Preflop: apertura UTG e due call
UTG apre a 500 con A♠ K♦, una delle migliori mani di partenza nel Texas Hold’em.
Il giocatore in middle position chiama con A3 suited a fiori: una mano pericolosa perché dominata da quasi tutti gli Assi migliori.
Io, da cut-off, decido di chiamare con K10 offsuit. Non è una mano premium, ma ho posizione e voglio vedere un flop.
Andiamo al flop in tre.
Flop: A – K – 4 di fiori
Il flop arriva: A K 4♣. Un flop pesante, pieno di insidie.
UTG punta 1.000, mostrando forza.
Il giocatore con A3 chiama: ha top pair… ma kicker debole. E soprattutto un progetto di colore apparso improvvisamente molto invitante.
Turn: 9 di fiori
Il turn è il 9 di fiori. Ora il board mostra A K 4♣ 9♣.
Il giocatore con A3 suited ha ora 4/5 di colore: gli manca solo una carta per chiudere il flush.
Ed è qui che succede tutto.
UTG decide di andare all-in per 8.000. Una mossa aggressiva, forte, logica: proteggere la sua doppia coppia da un possibile colore.
Il giocatore con A3 ci pensa qualche secondo… e chiama l’all-in. È convintissimo: “Con 4/5 di colore si va sempre.”
River: 2 di quadri
Il river è un innocuo 2♦. Nessun fiore, nessun miglioramento.
UTG mostra A K per doppia coppia A-K. L’altro giocatore mostra A3 suited… solo coppia di Assi, kicker 3.
Vince UTG, con una mano nettamente superiore.
Alla fine gli ho chiesto: “Perché hai deciso di andare all-in al turn?” La risposta è stata secca: “Con 4/5 di colore si va sempre.”
Io non sono affatto d’accordo. E ora spiego il perché.
Analisi tecnica della mano
Lezioni da portare a casa
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