Una mano con AA che mostra perché chi rilancia non ha automaticamente la mano migliore
Nel poker capita spesso che un giocatore punti, riceva un rilancio e decida di abbandonare la mano. È una dinamica normale: il rilancio comunica forza e obbliga a rivalutare la situazione.
Esiste però anche la possibilità che il giocatore che ha effettuato la prima puntata possieda una mano ancora più forte e decida di controrilanciare.
È proprio quello che è successo in questa mano realmente giocata, ricostruita a memoria nelle size ma molto chiara nella sua dinamica principale.
La situazione preflop
Hero è il terzo giocatore a parlare e riceve la migliore mano di partenza possibile: una coppia di Assi, con l’A♠.
Hero apre a circa due grandi bui. Diversi giocatori decidono di chiamare e si forma quindi un piatto multiway.
La presenza di numerosi giocatori rende la situazione meno semplice di quanto possa sembrare. AA resta la migliore mano di partenza, ma contro più avversari aumentano le probabilità che qualcuno colleghi bene il flop.
Il flop presenta due picche
Il flop è approssimativamente:
K♠ 10♠ 6x
Il 6 è di un seme diverso dalle picche. Sul tavolo sono quindi presenti due picche, una carta alta e diversi possibili progetti.
Hero possiede ancora una forte overpair: la coppia di Assi è superiore a qualsiasi coppia formata con il Re o con il Dieci.
Il board richiede comunque attenzione perché gli avversari potrebbero avere:
La puntata di Hero e il rilancio del villain
Hero punta circa un terzo del piatto. È una puntata che può ricevere valore da mani peggiori e, allo stesso tempo, evita di concedere una carta completamente gratuita ai numerosi avversari.
Uno dei giocatori risponde rilanciando approssimativamente fino al doppio della puntata. Tutti gli altri passano e la decisione torna a Hero.
Il rilancio del villain deve essere rispettato, ma non dimostra automaticamente che possieda la mano migliore. Può indicare:
Hero non si limita quindi a pensare: “Mi ha rilanciato, devo essere battuto”. Valuta la propria mano e decide di controrilanciare.
Il controrilancio con la coppia di Assi
Hero effettua un rilancio consistente, mettendo nel piatto una cifra vicina al valore del piatto oltre alla puntata necessaria per coprire il raise precedente.
La decisione nasce da un ragionamento preciso: in quel momento Hero attribuisce valore alla propria coppia di Assi e non vuole concedere una carta successiva a buon prezzo a un possibile progetto.
Non si tratta di inseguire il colore. Con l’A♠ e due picche sul tavolo, Hero dispone complessivamente soltanto di tre picche. Per completare un colore servirebbero altre due picche, una al turn e una al river.
Al contrario, una sola picche al turn potrebbe completare immediatamente il colore di un avversario che possiede già due picche in mano.
Il controrilancio ha quindi due obiettivi principali:
Perché l’Asso di picche è così importante
L’A♠ non consegna a Hero un normale progetto di colore al flop, ma rappresenta comunque un blocker molto importante.
Se l’A♠ si trova nella mano di Hero, il villain non può possederlo. Questo significa che non può avere il progetto di colore massimo basato sull’Asso di picche.
Restano possibili altri progetti molto forti. Una mano come Q♠J♠, per esempio, avrebbe numerose possibilità di migliorare tra scala e colore.
Il blocker non garantisce quindi che AA sia imbattibile. Riduce però alcune delle combinazioni più pericolose che il villain può rappresentare.
Il villain passa e arriva la frase sull’Asso
Dopo il controrilancio, il villain riflette e decide di foldare. La mano termina senza turn e river.
A quel punto il villain commenta:
“Hai rilanciato troppo, perché io potevo avere l’Asso.”
Hero risponde:
“È vero, potevi avere un Asso. Ma ne avevi due?”
La risposta nasce dal fatto che Hero possiede AA e, soprattutto, ha proprio l’Asso di picche. Se il riferimento del villain era l’A♠, quella specifica carta non poteva trovarsi nella sua mano.
Se invece il villain si riferiva genericamente a un altro Asso, la sua presenza non sarebbe stata sufficiente a renderlo automaticamente favorito. Una mano come AK avrebbe avuto top pair con ottimo kicker, ma al flop sarebbe stata ancora dietro alla coppia di Assi.
Il controrilancio era troppo grande?
Non possiamo stabilirlo con certezza senza conoscere gli stack effettivi e tutte le cifre esatte. Il commento del villain, però, non è sufficiente a dimostrare che la size fosse sbagliata.
Una puntata molto grande produce vantaggi e svantaggi.
Il fold del villain non dimostra automaticamente che la size di Hero fosse perfetta. Dimostra che il villain non era disposto a continuare contro quella forza.
Allo stesso modo, la sua protesta non dimostra che Hero avesse giocato male. Potrebbe essere semplicemente la reazione alla perdita di controllo della mano.
Chi rilancia non diventa il proprietario della mano
Questa situazione mostra un comportamento frequente ai tavoli: alcuni giocatori utilizzano il rilancio per mettere pressione, ma fanno fatica ad accettare che qualcuno possa rilanciare ancora.
È come se il primo raise dovesse stabilire definitivamente chi rappresenta la mano più forte. Nel poker, però, non funziona così.
Ogni rilancio aggiunge una nuova informazione. Chi ha rilanciato per primo deve fermarsi e domandarsi:
La decisione non deve dipendere dall’orgoglio o dal fastidio di essere stati controrilanciati.
Il risultato non dimostra chi avesse ragione
Hero ha vinto il piatto, ma le carte del villain non sono state mostrate. Non possiamo sapere se avesse una coppia, un progetto o un bluff.
Possiamo però valutare il processo decisionale:
Il punto non è stabilire chi abbia “vinto la discussione”. Il punto è capire perché entrambi hanno compiuto le proprie azioni e quali informazioni avevano realmente a disposizione.
Cosa ricordare
Un rilancio non certifica che possediamo la mano migliore. Rappresenta forza e mette pressione, ma lascia all’avversario la possibilità di chiamare, foldare oppure controrilanciare.
Quando riceviamo un controrilancio non dobbiamo pensare automaticamente che l’altro giocatore abbia esagerato. Potrebbe avere una mano più forte, un blocker importante, un progetto aggressivo oppure una lettura precisa sulla nostra azione.
In questa mano Hero non stava cercando il colore. Stava giocando una coppia di Assi per valore e protezione, consapevole che una nuova picche avrebbe potuto aiutare un avversario con due picche in mano.
Il consiglio Pit Club è semplice: se decidi di esercitare pressione con un rilancio, devi essere pronto ad accettare che un altro giocatore possa rispondere rappresentando una forza ancora maggiore.
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